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	<title>Monica Mazzitelli</title>
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		<title>Slowfesta di primavera!</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 18:13:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi - Presentazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Che bello!! &#200; di nuovo tempo di Slowfesta! Ci vediamo al Beba do Samba di Roma venerd&#236; 18 maggio 2012 a partire dalle 21.00! Apro io con la presentazione del delizioso romanzo di Fabio Bussotti! Qui di seguito il comunicato &#8230; <a href="http://www.monicamazzitelli.net/slowfesta-di-primavera/">Read the rest of this entry <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.monicamazzitelli.net/wp-content/uploads/2012/05/locandina-2012.jpg"><img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-1248" height="300" src="http://www.monicamazzitelli.net/wp-content/uploads/2012/05/locandina-2012-212x300.jpg" title="locandina 2012" width="212" /></a> Che bello!!</p>
<p>&Egrave; di nuovo tempo di Slowfesta! Ci vediamo al Beba do Samba di Roma venerd&igrave; 18 maggio 2012 a partire dalle 21.00! Apro io con la presentazione del delizioso romanzo di Fabio Bussotti!</p>
<p>Qui di seguito il comunicato stampa:</p>
<p>Avr&agrave; luogo il 18 maggio prossimo a partire dalle 21 l&rsquo;ormai tradizionale rassegna organizzata da Slowcult.com, sito specializzato in recensioni di concerti, cinema, teatro, danza nonch&eacute; corredato di una ricchissima serie di photogalleries, sorprendentemente classificatosi tra i primi 10 blog musicali nel prestigioso contest dei Macchianera Blog awards,</p>
<p>	Sul palco del Beba do Samba, che ospit&ograve; gi&agrave; la prima edizione di due anni fa &egrave; previsto uno spazio letteratura, in cui lo scrittore/attore Fabio Bussotti presenter&agrave; il suo romanzo &lsquo;Il Cameriere di Borges&rsquo; interpretandone alcuni brani.</p>
<p>	Si passa poi alla musica con due esibizioni live di musica d&rsquo;autore: il delicato pop cantautorale di Danys, che presenter&agrave; in trio il suo album d&rsquo;esordio &lsquo;Fumo e Nebbia&rsquo;.</p>
<p>	A seguire arriver&agrave; Mod&igrave; in quartetto a raccontarci il suo nuovo CD &lsquo;Il suicidio della formica&rsquo;.<br />
	Per chi frequenta i live club romani non &egrave; stato poi cos&igrave; difficile imbattersi in Mod&igrave;, spesso opening act e sparring partner di artisti come Marco Parente, Paolo Benvegn&ugrave;, Amour Fou e Sophia.<br />
	Con &ldquo;Il suicidio della formica&rdquo; arriva il suo primo cd.<br />
	Ed &egrave; un disco che sa di artigianato, un prezioso lavoro di ricerca sonora che fa acquistare ai brani un sapore, un calore, e un sentimento.</p>
<p>	&Egrave; previsto uno spazio di bookcrossing: chi porter&agrave; e lascer&agrave; un libro che ha amato, ne potr&agrave; a fine serata prendere un altro da amare.</p>
<p>	Ingresso 5 euro.</p>
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		<title>“Il cameriere di Borges” di Fabio Bussotti</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 01:23:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli - Recensioni di letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Su La poesia e lo spirito]]></category>
		<category><![CDATA[Su Slowcult]]></category>
		<category><![CDATA[Su Unonove]]></category>

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		<description><![CDATA[Devo premettere che nel corso degli anni dedicati al volontariato di lettura di inediti ho sviluppato un&#8217;allergia nei confronti di manoscritti il cui protagonista &#232; un commissario di polizia (allergia doppia per quelli in cui il suddetto &#232; alcolista e &#8230; <a href="http://www.monicamazzitelli.net/il-cameriere-di-borges-di-fabio-bussotti/">Read the rest of this entry <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.monicamazzitelli.net/wp-content/uploads/2012/04/cover-bussotti.jpg"><img alt="" class="alignright size-medium wp-image-1220" height="300" src="http://www.monicamazzitelli.net/wp-content/uploads/2012/04/cover-bussotti-240x300.jpg" title="cover bussotti" width="240" /></a>Devo premettere che nel corso degli anni dedicati al volontariato di lettura di inediti ho sviluppato un&rsquo;allergia nei confronti di manoscritti il cui protagonista &egrave; un commissario di polizia (allergia doppia per quelli in cui il suddetto &egrave; alcolista e se la fa con una donna bellissima con tette enormi e occhi verdi, come di solito accade), e quindi ho cominciato questo romanzo con &ndash; come dire &ndash; alcuni pregiudizi. Presto svaniti, per&ograve;, di fronte a una storia divertente e intelligente, con sfaccettature umane complesse e soprattutto una credibilissima rappresentazione dell&rsquo;universo femminile. Non &egrave; poco, per me. Di solito i romanzieri, soprattutto se giallisti, dipingono donne improbabili, incoerenti, o troppo deboli o marziane, fumettistiche. Le due co-protagoniste di questo romanzo invece sono vere e interessanti.<br />
	Il plot &egrave; ricco, filmico, ambizioso perch&eacute; coinvolge anche la repressione argentina, Borges, e persino Che Guevara, e pur presentando tutti i pregi (e anche qualche difetto) di una sceneggiatura, la scrittura tiene molto bene non solo nei dialoghi ma anche nelle parti narrative, dove le descrizioni dei luoghi e delle azioni &egrave; tridimensionale e di respiro. Anche grazie a questo (e non solo per la trama avvincente) la lettura procede spedita verso la conclusione che continua a &ldquo;finire&rdquo; per pi&ugrave; capitoli, con le tessere &ndash; non solo dell&rsquo;azione ma dell&rsquo;<em>affetto</em> &ndash; che si ricompongono una ad una. Un libro molto carino, quindi, estivo ma non superficiale: piacevole con sostanza.<img alt="" class="mceWPmore mceItemNoResize" src="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" title="Continua..." /></p>
<p></p>
<p><em>Fabio, un romanzo ambizioso, non c&rsquo;&egrave; dubbio, sia come congegno narrativo che per le parti in causa: la repressione argentina, Borges, Che Guevara. Hai voluto coinvolgere pezzi di storia che ti stanno particolarmente a cuore?</em><br />
	<strong>S&igrave;, ho una passione particolare per Buenos Aires, per Borges, ma anche per Osvaldo Soriano. Del Che mi piaceva raccontare la sua solitudine prima della resa di fronte ai soldati boliviani. Non penso che la storia sia particolarmente ambiziosa. Penso invece di avere un po&rsquo; esagerato nel metterci dentro le cose che mi piacciono, Genesis compresi.</strong></p>
<p><em>Non hai temuto un po&rsquo; a usare il personaggio del commissario di polizia?</em><br />
	<strong>Per niente, mi piacciono molto i commissari. Maigret &egrave; il mio preferito: lo leggo e lo rileggo in continuazione. Mi sorprende sempre.</strong></p>
<p><em>Confessa: l&rsquo;hai scritto girandone le scene questo romanzo! Pensi che ce la far&agrave; a diventare un film? Tu, ovviamente, nel ruolo del commissario, o vorresti fare solo la regia?</em><br />
	<strong>Questo romanzo nasce come soggetto cinematografico e mi sto battendo perch&eacute; ne venga fuori un film. Serve una coproduzione italo-argentina, ma non voglio fare il protagonista, n&eacute; la regia. Come protagonista invece mi piacerebbe l&rsquo;attore argentino Ricardo Dar&igrave;n. E la regia vorrei che fosse di Stefano Gabrini. Le musiche dei Genesis e per me il ruolo dell&rsquo;ispettore Pizzo che ha un nasone enorme come il mio.</strong></p>
<p><em><a href="http://www.slowcult.com/letteratura/il-cameriere-di-borges" target="_blank">Slowcult</a>, <a href="http://www.unonove.org/%E2%80%9Cil-cameriere-di-borges%E2%80%9D-di-fabio-bussotti/" target="_blank">Unonove</a>, <a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/05/04/il-cameriere-di-borges-di-fabio-bussotti-2/" target="_blank">La Poesia e lo Spirito</a></em></p>
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		<title>Al festival italo-irlandese di Verona</title>
		<link>http://www.monicamazzitelli.net/al-festival-italo-irlandese-di-verona/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 15:05:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi - Presentazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Ringrazio di cuore all&#39;immensa Federica Sgaggio per avermi invitata a partecipare a un&#39;iniziativa strepitosa, vitale, propulsiva e unica come il Festival italo-irlandese, tra Nogarole Rocca e Verona, dal 3 al 6 maggio 2012, che &#232; gi&#224; alla sua seconda e &#8230; <a href="http://www.monicamazzitelli.net/al-festival-italo-irlandese-di-verona/">Read the rest of this entry <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio di cuore all&#39;immensa <strong><a href="http://www.federicasgaggio.it/" target="_blank">Federica Sgaggio</a></strong> per avermi invitata a partecipare a un&#39;iniziativa strepitosa, vitale, propulsiva e unica come il <a href="http://italireland.net/" target="_blank"><strong>Festival italo-irlandese</strong></a>, <strong>tra Nogarole Rocca e Verona, dal 3 al 6 maggio 2012,</strong> che &egrave; gi&agrave; alla sua seconda e meritatissima edizione. Non so quanto io abbia meritata questa convocazione ma sono davvero felice e emozionata di farne parte, insieme a una lista impressionante di scrittori irlandesi di peso, a cominciare da Catherine Dunne, che non vedo l&#39;ora di conoscere.<br />
	Il Festival si articola su pi&ugrave; giornate, con anche iniziative di scrittura molto dense e interessanti, per cui vi invito a leggere con attenzione il programma. Io sar&ograve; l&igrave; tutto sabato, ci vediamo a Verona!</p>
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		<title>“Bel Ami”: il seduttore non seduce</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 10:58:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli - Recensioni di cinema e spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Su Slowcult]]></category>

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		<description><![CDATA[Di solito non recensisco cose che non mi piacciono, preferisco scrivere solo di ci&#242; che mi convince, ma per questo film ho fatto un&#39;eccezione: l&#39;ho trovato davvero irritante a fronte di critiche molto buone anche su testate di peso. Ho &#8230; <a href="http://www.monicamazzitelli.net/bel-ami-il-seduttore-non-seduce/">Read the rest of this entry <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.monicamazzitelli.net/wp-content/uploads/2012/04/bel-ami.jpg" rel="" style="" target="" title=""><img alt="" class="alignleft size-full wp-image-1201" height="214" src="http://www.monicamazzitelli.net/wp-content/uploads/2012/04/bel-ami.jpg" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="bel ami" width="150" /></a></p>
<p>Di solito non recensisco cose che non mi piacciono, preferisco scrivere solo di ci&ograve; che mi convince, ma per questo film ho fatto un&#39;eccezione: l&#39;ho trovato davvero irritante a fronte di critiche molto buone anche su testate di peso. Ho ritenuto di dover &quot;bilanciare&quot; le cose.</p>
<p><strong>&quot;Bel Ami&quot;: il seduttore non seduce</strong></p>
<p>Che peccato, un film cos&igrave;. Inutile, insignificante, che vorrebbe avere la complessit&agrave; de &ldquo;Le relazioni pericolose&rdquo; (non citiamo neanche &ldquo;Valmont&rdquo;, la sua migliore versione) ma non arriva neanche a esserne la caricatura, con attori che pur bravi, da soli, sembrano qui recitare senza una vera regia, abbandonati a un copione da cui cercano di estrarre qualcosa che somigli a un personaggio.<br />
	La trama, ricavata dall&rsquo;omonimo romanzo di Guy de Maupassant, vuole Georges Duroy (Robert Pattinson), uno squattrinato ex soldato, intrufolarsi nell&rsquo;alta societ&agrave; parigina grazie a un conoscente giornalista che lo accoglie nel suo entourage. Grazie alla sua avvenenza, Duroy ne sedurr&agrave; a turno tre esponenti importanti:&nbsp; Clotilde De Marelle (Christina Ricci), Madeleine Forestier (Uma Thurman), e Virginie Walters (Kristin Scott Thomas).</p>
<p></p>
<p>Il goffo tentativo di ridurre a un film di 102 minuti la complessa trama del romanzo di Maupassant non fa che rendere le motivazioni sentimentali di tutti i protagonisti a dir poco incoerenti e contorte, facendone un film sentimentale ma senza sentimenti, con una sceneggiatura che non riesce a stare in piedi, non tanto nei dialoghi, che comunque sono molto stereotipati, quando negli avvenimenti che non hanno respiro e sembrano svolgersi in modo illogico e arbitrario. L&rsquo;assenza di spessore del protagonista maschile, che attendiamo a una nuova prova con una migliore regia, rende il suo personaggio ridicolo e schizofrenico, anaffettivo senza tratti di interessante crudelt&agrave;, stolido, noioso. E mentre Uma Thurman &ndash; mai vista cos&igrave; bella sullo schermo &ndash; riesce miracolosamente in un paio di scene a infondere un po&rsquo; di sangue e realt&agrave; al suo personaggio, le pur solitamente brave Christina Ricci e Kristin Scott Thomas sembrano dei manichini, con qualche momento persino imbarazzante.<br />
	L&rsquo;inesistenza di una vera regia in questo film comunque non si vede solo dalla recitazione ma anche dal contenuto filmico: davvero nulla di interessante ci permette di vivere qualche momento di piacere visivo. La macchina da presa &egrave; sempre piazzata nel posto pi&ugrave; ovvio, con i movimenti pi&ugrave; triti, gli stacchi pi&ugrave; scontati, senza un tentativo di andare oltre a un telefilm di serie B, con una musica talmente banale da sembrare gi&agrave; sentita. Fa tristezza, considerato che si tratta di una produzione evidentemente costosa, dalle ambientazioni ai costumi.</p>
<p><a href="http://www.slowcult.com/cinema/bel-ami" target="_blank">Slowcult</a></p>
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		<title>Unonove: l&#8217;antologia!</title>
		<link>http://www.monicamazzitelli.net/unonove-lantologia/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 23:05:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritture - Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Su Unonove]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente ci siamo: &#232; in libreria la prima antologia di Unonove, pubblicata da Epika e curata da Margi De Filpo. Da un piccolo progetto web pensato insieme a lei, Ivan Arillotta e Valeria Faella per le immagini e la grafica, &#8230; <a href="http://www.monicamazzitelli.net/unonove-lantologia/">Read the rest of this entry <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.monicamazzitelli.net/wp-content/uploads/2012/04/copertina-antologia.jpg"><img alt="" class="alignright size-medium wp-image-1196" height="300" src="http://www.monicamazzitelli.net/wp-content/uploads/2012/04/copertina-antologia-204x300.jpg" title="copertina antologia" width="204" /></a>Finalmente ci siamo: &egrave; in libreria la prima antologia di <a href="http://www.unonove.org/19-aprile-esce-lantologia-di-unonove/" target="_blank">Unonove</a>, pubblicata da <a href="http://www.epikaedizioni.it/" target="_blank">Epika</a> e curata da Margi De Filpo. Da un piccolo progetto web pensato insieme a lei, Ivan Arillotta e Valeria Faella per le immagini e la grafica, si &egrave; sviluppato un punto di riferimento letterario e immaginario talmente forte da poter diventare carta. Bello.</p>
<p>Il racconto che Margi ed io abbiamo scelto &egrave; &quot;<a href="http://www.monicamazzitelli.net/istantanee-sbagliate-un-nuovo-pezzo-per-la-poesia-e-lo-spirito/" target="_blank">Istantanee sbagliate</a>&quot;, a cui sono veramente molto affezionata.</p>
<p>Presto presentazioni in giro, stay tuned!</p>
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		<title>“Diaz” di Daniele Vicari: il Male, la Paura, l’Odio.</title>
		<link>http://www.monicamazzitelli.net/diaz-di-daniele-vicari-il-male-la-paura-lodio/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 19:53:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli - Recensioni di cinema e spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Su La poesia e lo spirito]]></category>
		<category><![CDATA[Su Slowcult]]></category>
		<category><![CDATA[Su Unonove]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;&#232; bisogno di coraggio per vedere questo film, ma &#232; necessario trovarlo. Pensavo di sapere quasi tutto sul G8 di Genova del 2001, ma invece no: non abbastanza. Perch&#233; sapere non &#232; vedere. Non sapevo o non contenevo tutto questo &#8230; <a href="http://www.monicamazzitelli.net/diaz-di-daniele-vicari-il-male-la-paura-lodio/">Read the rest of this entry <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.monicamazzitelli.net/wp-content/uploads/2012/04/diaz.jpg" rel="" style="" target="" title=""><img alt="" class="alignleft size-full wp-image-1147" height="214" src="http://www.monicamazzitelli.net/wp-content/uploads/2012/04/diaz.jpg" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="diaz" width="150" /></a>C&rsquo;&egrave; bisogno di coraggio per vedere questo film, ma &egrave; necessario trovarlo.</p>
<p>Pensavo di sapere quasi tutto sul G8 di Genova del 2001, ma invece no: non abbastanza. Perch&eacute; sapere non &egrave; vedere. Non sapevo o non contenevo tutto questo dolore, questo sangue, questo abuso, questa crudelt&agrave;, questa disumanit&agrave;, questa carne che implora inutilmente piet&agrave; a quella follia aguzzina che sa come violentare senza arrivare a uccidere, per non essere incriminata; follia che &egrave; (dentro) il nostro Stato.</p>
<p>Pi&ugrave; che mai: i colpevoli della Diaz e di Bolzaneto non solo non sono stati sospesi dal servizio ma sono stati per lo pi&ugrave; promossi. E sono ancora tra noi, per strada, con una divisa addosso, con il tricolore cucito sulla giubba. Per difenderci.</p>
<p>S&igrave;, questa recensione non &egrave; asettica ma di parte, perch&eacute; il <a href="http://www.diazilfilm.it/">film</a> lo merita, anzi: lo reclama, lo esige. Perch&eacute; se esci dal cinema senza sentirti le ossa incrinate, i muscoli pesti, gli occhi gonfi, la mente confusa e intontita allora Vicari ha fallito. Ma non fallisce, perch&eacute; in sala all&rsquo;accensione delle luci c&rsquo;&egrave; solo silenzio livido, musi di gesso e mani tremanti a cercare i giubbotti.</p>
<p></p>
<p>Ma il cinema non &egrave; solo contenuti e alla fine quel che conta veramente, come diceva Kieslowski, &egrave; dove metti la macchina da presa. Quindi diciamolo senza esitazioni: questa &egrave; una pellicola che ha davvero la bellezza di un grande film. Inquadrature e movimenti di macchina perfetti, necessari, inosservabili, asciutti, con un grande Gherardo Gossi alla fotografia; sceneggiatura senza sbavature, flashback e flashforward che tessono suspense, effetti visivi misurati e naturali, che danno quel senso di realt&agrave; quasi fisica e olfattiva che permette di calarsi nella situazione come in un documentario, con tutti i pregi di un documentario; un montaggio preciso e teso, sottolineato dalla musica asciutta e efficace di Theo Teardo.</p>
<p>In conclusione, pur rispettando alcuni passaggi della critica scritta da Agnoletto sul Manifesto, &egrave; ingeneroso soffermarsi sulle supposte omissioni di questa pellicola: che un film del genere sia stato prodotto in Italia (e senza i soldi di Rai e Mediaset) e spinto cos&igrave; tanto nelle sale &egrave; gi&agrave; un miracolo. Lasciamo che il dibattito prosegua altrove, l&rsquo;importante &egrave; che sia ricominciato dopo anni troppo silenziosi, senza neanche una commissione di inchiesta. E soprattutto lasciamo che sia il pubblico a dire la sua, a cominciare dalla vittoria ex aequo del <em>Premio del pubblico</em> all&rsquo;ultimo Festival di Berlino, dove il film era presentato fuori concorso.</p>
<p><a href="http://www.unonove.org/%E2%80%9Cdiaz%E2%80%9D-di-daniele-vicari-il-male-la-paura-l%E2%80%99odio/" target="_blank">Unonove</a>, <a href="https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/04/16/diaz-il-male-la-paura-lodio/" target="_blank">La poesia e lo spirito</a>, <a href="http://www.slowcult.com/cinema/diaz" target="_blank">Slowcult</a></p>
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		<title>Nuovo sito!</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 08:20:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo un po&#8217; di problemi legati a virus, cambi di piattaforma e di dominio, eccomi finalmente in grado di rinaugurare questo sito: all&#8217;apparenza &#232; quasi uguale a prima, ma in realt&#224; ora ci sono molte pi&#249; cose da leggere e &#8230; <a href="http://www.monicamazzitelli.net/nuovo-sito/">Read the rest of this entry <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un po&rsquo; di problemi legati a virus, cambi di piattaforma e di dominio, eccomi finalmente in grado di rinaugurare questo sito: all&rsquo;apparenza &egrave; quasi uguale a prima, ma in realt&agrave; ora ci sono molte pi&ugrave; cose da leggere e da vedere, categorie per trovare facilmente gli articoli (nonch&eacute; il prezioso tasto &ldquo;cerca&rdquo;!), la possibilit&agrave; di registrarvi via mail in modo da ricevere un avviso ogni volta che pubblico qualcosa (<a href="../iscriviti/">qui</a>), tutti gli archivi dove ho messo gli articoli o i racconti che prima erano nel menu come nuovi posts, e anche una pagina in svedese di cui avevo affettivamente bisogno.</p>
<p>Buona navigazione, grazie!</p>
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		<title>Sycamore Age</title>
		<link>http://www.monicamazzitelli.net/sycamore-age/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Mar 2012 08:40:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli - Recensioni di musica]]></category>
		<category><![CDATA[Su L'Unità]]></category>
		<category><![CDATA[Su Music on TNT]]></category>
		<category><![CDATA[Su Slowcult]]></category>

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		<description><![CDATA[Spettacolare album di una band che riassume e distilla in s&#233; TUTTA la mia musica rock preferita con i piedi cementati dentro i Beatles.. un disco che ho recensito con slancio, sabato prossimo a Roma al Circolo degli Artisti, consigliatissimo&#8230; &#8230; <a href="http://www.monicamazzitelli.net/sycamore-age/">Read the rest of this entry <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spettacolare album di una band che riassume e distilla in s&eacute; TUTTA la mia musica rock preferita con i piedi cementati dentro i Beatles.. un disco che ho recensito con slancio, sabato prossimo a Roma al Circolo degli Artisti, consigliatissimo&#8230;<br />
	<a href="http://www.monicamazzitelli.net/wp-content/uploads/2012/03/cover-sycamore-age.jpg"><img alt="" class="alignright size-medium wp-image-869" height="300" src="http://www.monicamazzitelli.net/wp-content/uploads/2012/03/cover-sycamore-age-293x300.jpg" title="cover sycamore age" width="293" /></a><br />
	<a href="http://www.sycamoreage.com/home.htm" target="_blank"><strong>Sycamore Age &ndash; Sycamore Age</strong></a><br />
	(Santeria 2012)</p>
<p>Due estati fa ero ad Arezzo con Andrea Chimenti per una sera di chiacchiere, lucciole e molta musica. A un certo punto, quasi timidamente, mi chiede se voglio ascoltare un demo, un progetto a cui suo figlio Francesco sta lavorando con un amico e con Stefano Santoni dei Kiddy Car. Gli dico di s&igrave;, certo, e gi&agrave; dopo il primo pezzo mi cadono letteralmente le orecchie: &ldquo;Ma questi sono una bomba!&rdquo;.<br />
	Diciannove mesi dopo la voce di Francesco Chimenti, una voce di purissimo rock, autorevole, pazzesca, propulsiva, modulabile all&rsquo;infinito, svergognata, galoppante, profonda come il mare, risuona nelle mie casse letta dal cd con il dorso colorato di caleidoscopiche farfalle dei Sycamore Age: la band di ormai sette elementi nata intorno a quel primo progetto creato insieme a Davide Andreoni a cui si era presto unito Stefano Santoni. Pochi mesi fa, da quando sono cominciate le esibizioni live, si sono aggiunti altri quattro perfetti elementi: Giovanni Ferretti, Samuel Angus Mc Gehee, Nicola Mondani e Franco Pratesi.Perfetti perch&eacute; alla solidit&agrave; granitica dei brani hanno saputo dare ampiezza di tinte e sfumature che ne hanno aumentato il respiro gi&agrave; profondo, fino al prodotto finito di oggi: Sycamore Age, omonimo cd di questa band incredibile. Un album sofisticato, spirituale, pieno di fantasmi e sogni, ossessioni, giochi infantili e rincorse, abissi e vette, dai Pink Floyd ai Radiohead passando attraverso Caravan, Gong e King Crimson, Who, Nick con Tim e Jeff, Jimi e Neil (solo per prenderne in pugno una minuscola manciata), un distillato a cui l&rsquo;etichetta post-rock va ultrastretta: &egrave; una musica che riesce a raccogliere il lascito musicale degli ultimi migliori quarant&rsquo;anni di musica rock/dark e contemporanea, sfrondandolo di tutto l&rsquo;inutile, e nonostante ci&ograve; essendo originale, dirompente, difficile da descrivere. Sycamore Age &egrave; una rock opera, un concept album come non ne avevamo dai tempi d&rsquo;oro del progressive, arricchita dal fatto che tutti i musicisti sono polistrumentisti mostruosamente bravi, spesso formati al conservatorio, come lo stesso Francesco Chimenti (violoncello) e sono quindi in grado di esprimere qualsiasi sfumatura attraverso la musica, che sia con una chitarra, un violino, una tromba, il theremin o un bouzouki, piuttosto che qualsiasi cosa di percuotibile, sfregabile, campionabile: da una grattugia agli utensili di cucina.<br />
	Fin troppo facile profetizzare un futuro di grandi cose a questo gruppo, che ancora prima di pubblicare il cd si era gi&agrave; imposto classificandosi secondo su cinquecento band provenienti da tutta Europa all&#39;Upload Festival 2011 di Bolzano. E dato che in giuria c&rsquo;era un entusiasta Paul Cheetham, direttore artistico del Popkomm (il pi&ugrave; importante festival-incontro dell&rsquo;industria musicale), sono stati invitati per una doppia esibizione a Berlino gi&agrave; lo scorso settembre. Perch&eacute; questo lavoro &egrave; una spanna sopra, punto.</p>
<p>Francesco, come fa a essere cos&igrave; maturo questo disco, nonostante siate quasi tutti giovanissimi?<br />
	<em>Sicuramente gran parte del merito &egrave; di Stefano che ha generosamente condiviso con noi la sua esperienza musicale e, perch&eacute; no, anche di vita. Ci&ograve; ci ha portati a lavorare in completa sintonia e a confrontarci liberamente.</em><br />
	<em>Quello che abbiamo sempre cercato di fare, &egrave; stato di svincolare le nostre idee da ogni preconcetto; cos&igrave; abbiamo lasciato che ogni brano nascesse e si sviluppasse nel modo pi&ugrave; naturale possibile, che decidesse esso stesso la direzione da intraprendere.</em><br />
	<em>Tutti questi elementi hanno sicuramente influenzato il sound del disco, dando come risultato un lavoro personale e creando una strana alchimia che ci ha trasportati nell&#39;era del sicomoro.</em></p>
<p>Come mai la scelta di cantare in inglese? Commerciale o eufonica?<br />
	<em>Consideriamo la lingua inglese come un modo per comunicare universalmente, un punto d&#39;incontro che abbatta i confini geografici. Inoltre siamo stati sicuramente influenzati dagli ascolti che hanno caratterizzato la nostra vita, per la maggior parte anch&#39;essi in lingua inglese. Non per questo per&ograve; ci consideriamo esterofili, anzi cerchiamo di portare con noi ci&ograve; che pi&ugrave; amiamo dell&#39;arte italiana, facendoci ispirare sia dalla nostra musica popolare, sia da grandi nomi, come Claudio Monteverdi, Russolo, Ennio Morricone, Nino Rota, il Battiato di &ldquo;Clic&rdquo;, Paolo Conte, ecc. ecc.</em></p>
<p>Portare in giro un lavoro di esordio con una band di sette elementi in un paese dove &egrave; sempre pi&ugrave; difficile suonare dal vivo &egrave; sconsideratezza o una sfida? O entrambe?<br />
	<em>Capiamo perfettamente che, in questo momento storico, muoversi con una tale mole di persone e, aggiungo, di strumenti possa apparire come una sconsiderata sfida. In realt&agrave;, &egrave; forse pi&ugrave; il frutto di una ingenua onest&agrave; intellettuale e, soprattutto, di una forma di devota generosit&agrave; nei confronti del pubblico. Non siamo mai riusciti a digerire le bands che ripropongono dal vivo una mera e piatta ricapitolazione dei brani nella versione del disco. Quando ci si trova a dover tradurre un brano nato in studio nella versione live, a volte, perch&eacute; funzioni davvero, pu&ograve; rendersi necessario un completo sconvolgimento dello stesso, una sorta di secondo parto e, se c&rsquo;&egrave; bisogno di essere in sette per raggiungere il fine, poco importa. In fondo per noi il palco &egrave; una sorta di tempio sul quale deve consumarsi un rito, il rito in s&eacute;, questa &egrave; per noi l&rsquo;unica cosa che conta.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><a href="http://www.unita.it/culture/sycamore-age-1.394321" target="_blank">Unit&agrave; online</a>, <a href="http://www.slowcult.com/musica-2/sycamore-age-%E2%80%93-sycamore-age?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Feed%3A+Slowcult+%28Slowcult%29" target="_blank">Slowcult</a></em>,<em> Music on TNT</em></p>
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		<title>Wu Musica: narrativa incastonata nel suono</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 23:43:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli - Recensioni di letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli - Recensioni di musica]]></category>
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		<description><![CDATA[Un pezzo uscito per Slowcult su due cd &#8220;narrativi&#8221;, Pontiac e Arzestula, di Wu Ming. Musica e letteratura a volte possono andare a braccetto con risultati sorprendenti, e la band di scrittori Wu Ming ne è uno degli esempi più &#8230; <a href="http://www.monicamazzitelli.net/wu-musica-narrativa-incastonata-nel-suono/">Read the rest of this entry <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un pezzo uscito per <a href="http://www.slowcult.com/musica-2/wu-musica" target="_blank">Slowcult</a> su due cd &#8220;narrativi&#8221;, Pontiac e Arzestula, di Wu Ming.</p>
<p><a href="http://www.monicamazzitelli.net/wp-content/uploads/2012/03/wu-ming-Pontiac_cover.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-859" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="wu ming Pontiac_cover" src="http://www.monicamazzitelli.net/wp-content/uploads/2012/03/wu-ming-Pontiac_cover-208x300.jpg" alt="" width="208" height="300" /></a>Musica e letteratura a volte possono andare a braccetto con risultati  sorprendenti, e la band di scrittori Wu Ming ne è uno degli esempi più  interessanti in assoluto. Soprattutto Wu Ming 1 e Wu Ming 2 hanno sempre  sentito forte la spinta a realizzare progetti che andassero ben al di  là del “reading musicale”, portando la parola allo stesso livello di una  partitura cantata, dove la voce non segue però una melodia ma si impone  come uno strumento “in prosa”.<br />
Chiaro che questa modalità espressiva, soprattutto per Wu Ming 2, prende una sua buona parte di radice dai <a href="http://www.slowcult.com/musica-2/musica/massimo-volume-ricominciare-da-uno">Massimo Volume</a>,  la band che – fondamentalmente – ha inventato il genere. Infatti per  Pontiac, storia di una rivolta, audiolibro illustrato a fumetti da  Giuseppe Camuncoli e Stefano Landini che contiene un cd (non separabile)  di musica con letture, Wu Ming 2 fa da voce narrante accompagnato  proprio da <a href="http://www.slowcult.com/musica-2/musica/egle-sommacal-grandi-fiati-e-molto-cinema">Egle Sommacal</a>,  chitarrista storico della band bolognese, insieme a Stefano Pilia,  altro eccelso chitarrista aggiunto ai Massimo Volume per l’ultimo album  di cui abbiamo parlato anche qui. Per questo audiolibro è di nuovo al  completo la splendida formazione con Paul Pieretto (principale  compositore dei brani) ai bassi e all’elettronica, e Federico Oppi alla  batteria, con cui Wu Ming 2 aveva portato in tour due altri spettacolo, <a href="../2009/10/20/recensione-dello-spettacolo-razza-partigiana-su-music-on-tnt/">Razza partigiana</a> e Guerra agli umani, un estratto del suo romanzo solista. Per Pontiac,  storia di una rivolta il legame con i romanzi di Wu Ming è molto diretto  nel senso che anche se le narrazioni sono state create appositamente (e  compiutamente) per questo audiolibro, il personaggio di Pontiac  appartiene agli scenari del loro penultimo romanzo collettivo  (Manituana). Si narra qui la cosiddetta “Rivolta di Pontiac” del 1763,  una sollevazione indiana contro la Corona Britannica, approfittando di  questo spunto storico per evidenziare non solo i conflitti dell’epoca e  dare un’implicita spiegazione agli avvenimenti successivi che hanno  contrassegnata la storia del Nord America, ma anche alcune tradizioni  antropologiche o leggendarie legate al mondo nativo-americano nello  scontro colonialista. Il tutto in solo dodici pezzi che sottolineano il  tappeto narrativo con elementi musicali ogni volta diversi, tenuti  insieme da una forte componente post-rock ed elettronica su cui si  incrociano suggestioni folk.</p>
<p><img title="ms_52ac4f5c-78b7-4356-94ae-6afbe3c95a93" src="http://www.slowcult.com/wp-content/gallery/2012/03/ms_52ac4f5c-78b7-4356-94ae-6afbe3c95a93.jpg" alt="" width="300" height="316" />Una  storia diversa e più casuale quella della collaborazione tra Wu Ming 1 e  i triestini Funambolique, che ha portato alla pubblicazione del cd  (liberamente scaricabile <a href="http://www.slowcult.com/wp-admin/post.php?post=15833&amp;action=edit&amp;message=1">qui</a> con licenza Creative Commons 2.5) che porta lo stesso titolo del racconto Arzestula, l’ultimo della raccolta di racconti <a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=7196">Anatra all’arancia meccanica</a> (Einaudi 2011). Wu Ming 1 aveva già avuto una collaborazione musicale  con il trio jazz degli Switters al tempo della pubblicazione del suo  romanzo solista New Thing (Einaudi 2004), che li aveva portati ad alcune  esecuzioni live. Anni dopo, a Trieste, l’incontro personale con i  Funambolique al termine di un concerto ha dato via all’idea di tornare a  intessere musica con narrazione, a partire da questo racconto. Parliamo  con Luca Demicheli, leader e compositore della musica dei Funambolique,  che ci racconta che il gruppo aveva già realizzato molti altri progetti  di sconfinamento tra forme d’arte, musicando reading ed eventi  teatrali, oltre ad aver pubblicato un cd Disponibili anche su altrui  funi (Music Center, 2010), un album virato molto sul prog jazz che con  termini alcolici riduttivi si potrebbe definite due parti di Area, una  parte di Weather Report (non a caso, visto che Demicheli è un notevole  bassista), e una parte di contaminazioni di ogni tipo, dal folk di  piazza alle piazze New Orleans, dalla Bosnia alla Bossanova, dati i  trascorsi di musica balcanica folk e bossa della band. Più “morbido”  questo nuovo cd, Arzestula, più calibrato sui toni a volte morbidi del  prezioso testo di Wu Ming 1, dove infatti le parole sono di per se  stesse fondatrici della realtà e del senso delle cose, la creano e – se  dimenticate – la celano, impedendo il cammino, la possibilità di restare  umani. La parte di testo inclusa nel cd è ovviamente limitata rispetto  al racconto completo (che si può scaricare in pdf <a href="http://www.wumingfoundation.com/italiano/Wu_Ming_1_Arzestula.pdf">qui</a>),  si tratta solo di alcuni inserti che sono un po’ come degli assolo in  prosa innestati sull’esecuzione delle melodie e delle strutture create  da Luca Demicheli, sulle quali gli altri ottimi musicisti della band  (Paolo Corsini, Sebastiano Crepaldi ed Ermes Ghiradini) eseguono lunghi  momenti di ispirata improvvisazione. E in meno di tre mesi di questo  album ci sono già stati più di 3000 download, dal sito della Wu Ming  Foundation.</p>
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		<title>All&#8217;Eternauta!</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 11:08:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi - Presentazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Domani 10 marzo e martedì 13 sarò alla libreria L&#8217;Eternauta per leggere qualcosa di mio e di scelto da altri, insieme a Fabio Viola, mentre martedì presenterò lo splendido romanzo di Marta Baiocchi, in entrambi casi alle 18.00. Con l&#8217;Eternauta &#8230; <a href="http://www.monicamazzitelli.net/alleternauta/">Read the rest of this entry <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.monicamazzitelli.net/wp-content/uploads/2012/03/eternauta.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-579" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="eternauta" src="http://www.monicamazzitelli.net/wp-content/uploads/2012/03/eternauta.jpg" alt="" width="180" height="227" /></a>Domani 10 marzo e martedì 13 sarò alla libreria L&#8217;Eternauta per leggere qualcosa di mio e di scelto da altri, insieme a Fabio Viola, mentre martedì presenterò lo splendido romanzo di Marta Baiocchi, in entrambi casi alle 18.00.</p>
<p>Con l&#8217;Eternauta abbiamo una lunghissima storia di collaborazioni, scambi culturali ma soprattutto fraterni, cazzeggi serissimi e affetto, ormai dal 2005.</p>
<p>Una libreria &#8220;militante&#8221; che sta cercando di sopravvivere, come tutte le piccole entità dei quartieri periferici. Venite domani o martedì, non per me, ma per comprare qualche libro, grazie!</p>
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