Presento “Il programma di Licio Gelli. Una profezia avverata?” di Antonella Beccaria a Roma il 2 luglio

29 Giugno 2009

Sono davvero lusingata e anche intimorita nel presentare l’ennesima bella inchiesta di Antonella Beccaria, una delle menti inquisitorie migliori che abbiamo in Italia, a proposito della storia italiana degli ultimi trenta anni.
Le presentazioni sono una dopo l’altra, prima a Io Leggo (non perdetevi tutta la programmazione!) alle 19.00,  e poi alla magnifica Flexi, alle 21.30.

Grazie a Sergio Falcone di Nutopia!

23 Giugno 2009

Che ha ripreso il mio brano su Cheever nel suo bellissimo blog (che non conoscevo!). Grazie!!

“The swimmer” - “Il nuotatore” - John Cheever

23 Giugno 2009

[Scroll for English]
Online su Carmilla il mio breve saggio su un famoso magnifico racconto di John Cheever, uno dei maggiori novellieri nordamericani del novecento. Esce a pochi giorni dal quarantacinquesimo anniversario della sua pubblicazione, avvenuta a luglio 1964, un mese prima della mia nascita. Nuotiamo insieme nel mondo da 45 anni, gli anni del protagonista. Ho raggiunto il nuotatore, adesso. Forse vivrò il suo stesso declino.

Il racconto non è disponibile in rete in italiano, ma solo in inglese. In Italia è pubblicato da Fandango Editore.

L’originale di questo saggio l’ho scritto in inglese, lo metto qui per gli amici anglofoni. Leggi tutto »

Grande evento Auroralia alla Libreria Flexi (where else?) venerdì 26 giugno ore 21.00

20 Giugno 2009

Sono entusiasta di questa serata alla Flexi del progetto Auroralia di Gaja Cenciarelli! Serata di letture di alcuni dei bellissimi contributi che sono stati dati al progetto. Io leggerò la posesia di Monica Viola, “Freddo”.

“Freddo”, la poesia di Monica Viola, ora è anche “Cold”

10 Giugno 2009

Ho tradotto il contributo di Monica Viola al progetto “Auroralia” dell’incommensurabile Gaja Cenciarelli, una poesia dal titolo “Freddo“, “Cold”:

Cold
By Monica Viola

The cold the jump the embrace
the cold the jump the embrace and the fatigue
of leaving.
Naked because born;
born because
born.
Born I swim
new, every day,
because I must.
Empty I must leave.
Will you receive me in your embrace
when mine ends
melt in a splash without echo and
without love?
Your mercy: freezing me in that instant
where I remain hanging in my flight;
I reject my beauty
all that’s amiss
all that’s been taken
I reject being empty.
I am not content, so I
fly
away
naked
empty.

Questo l’originale:
Freddo
Di Monica Viola

Il freddo il salto l’abbraccio
il freddo il salto l’abbraccio e la fatica
di andarsene.
Nuda perché nata;
nata perché
nata.
Nata nuoto
nuova, ogni giorno,
perché devo.
Vuota devo andarmene.
Mi accoglierai nel tuo abbraccio
quando finirà il mio
sciolto in uno splash senza eco e
senza amore?
La tua pietà congelarmi in quell’istante
dove resto sospesa nel volo;
rifiuto la mia bellezza
tutto quello che non c’è
quello che hanno tolto
rifiuto di esser vuota.
Non mi accontento, per questo
volo
via
nuda
vuota.

L’intervista per Sat 2000

7 Giugno 2009

Finalmente online l’intervista a proposito di booktrailer a me e a Peppe Fiore, che ci ha fatto Saverio Simonelli di/per “La Compagnia del Libro” quella bella serata al Tuma’s.
Grazie a tutti [soprattutto a Giuseppe D’Emilio che me l’ha segnalata ;-)]

Lettura: Autoreverse di Francesco Forlani

24 Maggio 2009

Un romanzo totalmente casalingo nonostante sia vissuto negli ambienti senza odore di un albergo, nei rumori sempre uguali di ascensori, pavimenti e scale, scricchiolii di parquet, cigolii di armadi, anche nella stanza del suicida Pavese. Ma non ci sono questi suoni, è proprio questo che manca: la voce del poeta, quella che darà un senso alla carta delle sue parole, anche quelle muffe dei suoi scritti rubati all’inondazione. Il suono della sua voce che renderà all’improvviso tutto chiaro: il mistero della sua poesia, l’amore infelice, le donne americane così crudeli nella loro indifferenza.
Un romanzo egalitario. Non c’è alto o basso, c’è l’unificazione dell’umanità nella condivisione dell’emozione, uguale per tutti. Ci sono persone, legami tra persone, debolezze di persone, forza di persone. Donne piccole e forti, uomini deboli ma autorevoli, voglia di solidarietà emigrata, tornare a casa ma anche restare lì per evocarla da lontano, sentire l’appartenenza che rende il concetto di “paese d’origine” un’entità fisica molto più solida di qualcosa di vissuto nella quotidianità, dato per scontato. Nella lontananza la casa è molto più tridimensionale e incombente, oggettiva ma fisica anche nella sua bruttezza. Ma esiste ed è tale perché nel rimescolarsi degli emigranti c’è bisogno della sua assenza per essere solidali, altrimenti si sarebbe tutti dispersi e non ci sarebbe il piacere dei picnic ai giardini lungo il Po, non sarebbe necessario volersi bene. Questo invece è un romanzo sentimentale, anche la ricerca letteraria è distillato affettivo, non c’è freddezza culturale ma passione di tracce, di sangue sulla pagina. Un romanzo umano, che contiene anche più di quello che fa in tempo a raccontare.

Bravo EffeffE

Marok, a tribute

19 Maggio 2009

Scusate la tremenda autorefenzialità di questo post, me la perdonerete visto che è il mio sito personale: oggi ho avuto l’amicizia su facciabuco da un musicista che mi turba visceralmente dal lontanissimo1982 (concerto al Mattatoio di Roma), suonando il mio strumento preferito: il basso. È il Bernard Edwards della musica rock e pop italiana, uno dei migliori bassisti del mondo, ha dato la linea agli ultimi venticinque anni della musica italiana, che ne aveva davvero bisogno. Un mio mito personale: Gianni Maroccolo.

Lo so, non è che ci siamo baciati con la lingua, mi ha dato solo un click, sono il suo contatto numero 4917, però sono troppo troppo contenta. Come se Lawrence Ferlinghetti avesse avuto l’amicizia da Walt Whitman, Oscar Wilde da Shakespeare, Ariosto da Virgilio, Virgilio da Omero, Mosè da Dio (che in effetti avendogli dato le tavole forse lo potremmo considerare più di click).

E io manco lo so suonare il basso, mannaggia a me.