Project manager per la biblioteca di Askim!

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Verso la fine dello scorso anno ho ricevuto l’incarico di Project Manager per i lavori di ristrutturazione e arredamento di una deliziosa biblioteca di Göteborg, nell’area di Askim. Sono stati mesi molto intensi e complessi, e quindi anche estremamente divertenti, … Read the rest of this entry

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Tom Waits e la corazzata Kotiomkin [pillole musica #1]

In questi giorni il cantautore statunitense Marc Ribot ha fatto uscire una cover di Bella ciao cantata da Tom Waits. Un mio contatto su Facebook ha pubblicato il link al pezzo salutandolo con gioia, come alternativa all’originale che sarebbe a suo avviso un "nenia tediosa". Questa persona non è certamente schierata a destra eppure ha ritenuto opportuno, persino in tempi come questi, dare quel tocco un po’ fantozzianamente liberatorio al suo post, come Bella ciao fosse una novella Corazzata Kotiomkin.

Bella ciao è un canto corale popolare, adattato da uno dei tipici canti delle mondine con un testo attinente a un sentimento partigiano. A dire il vero Bella ciao non è stato affatto un celebre inno partigiano durante la resistenza, ma è stato consacrato come tale successivamente; soprattutto dopo che fu presentato da alcuni partigiani emiliani durante una rassegna internazionale di musica a Praga, nel ’47, dove venne reso ancora più impetuoso dalla scansione ritmica del battimani. Ma la questione non è ovviamente musicale, ma politica. Se una persona non dichiaratamente fascista si permette il lusso di esprimere un giudizio personale alla vasta platea della sua cerchia di quasi 1800 amici su Facebook, vuol dire che ritiene sdoganato il valore politico di quel canto − cosa peraltro implicitamente contraddetta dal fatto che 70 anni dopo Ribot e Waits la cantano esattamente per quel motivo.

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Per Dignity No Profit People

Quando andai in Mozambico per girare il documentario “Dignity” non sapevo bene cosa avrei trovato, avevo solo un’idea abbastanza vaga sul luogo, su come avrei potuto fare le riprese, su come avrei potuto comporre la narrazione, ancora così vergine e solo intuita. Ma sapevo che tutto sarebbe stato legato alle ragazze, e mi sentivo totalmente libera da pensieri, pre-giudizi, indicazioni a loro proposito. Ero una tabula rasa, curiosa e piena di amore per le loro sofferenze e le loro storie, che volevo solo accogliere.

Non avere idea di come avrei montato tutto il girato mi generava un certo margine di preoccupazione, ma mi istillava anche un grande senso di libertà e desiderio di lasciare che fossero le ragazze a guidarmi. Dopo alcune sessioni con la mia insostituibile montatrice Cinzia Bolognini, e anche qualche consiglio da parte del registra Guido Chiesa e di sua moglie nonché partner professionale, la sceneggiatrice Nicoletta Micheli (che lascia sempre un segno in ciò che faccio, persino quando non lo sa) mi fu invece velocemente chiaro cosa avrei raccontato e come, e soprattutto quel finale dove una delle ragazze, Lúcia (che noi chiamiamo affettuosamente Lucinha) afferma di non volere niente di complicato nel suo futuro, ma solo “una vita normale”. Leggi tutto

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Elezioni svedesi: la solita disinformazione

In questi giorni ho letto alcuni articoli di giornali italiani sedicenti comunisti a proposito delle elezioni qui in Svezia, e sono rimasta abbastanza sbigottita dai contenuti. In sostanza, tutti ripetono di fatto la stessa identica vulgata del partito nazionalista e xenofobo Sverigedemokraterna (“Democratici di Svezia”) ovvero che gli svedesi siano “stufi dei problemi della criminalità causati dall’immigrazione” e “stanchi di dover sostenere economicamente la pressione fiscale generata dai costi dell’immigrazione”.
Vorrei rassicurarvi su una cosa: qui in Svezia non c’è alcun tipo di fenomeno che possa essere descritto come un problema di criminalità come lo conosciamo noi in Italia. Il livello è semmai paragonabile a quello di una cittadina altoatesina. Inoltre anche qui come in Italia i crimini sono in continua discesa, omicidi compresi. Aumentano quelli afferibili alla sfera sessuale non tanto perché ne aumenti la portata in termini assoluti (a eccezione di quelli legati all’eccessivo consumo di materiali pornografici, su cui ho scritto in passato), ma soprattutto perché la giurisprudenza in materia di crimini di natura sessuale si fa sempre più aspra – fortunatamente – e sanziona praticamente qualsiasi tipo di comportamento che non sia frutto di una piena e consensuale scelta adulta.

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Narratrice per concerti dedicati a Roma

Ho avuto il piacere e l'onore di essere chiamata a narrare la mia città natale Roma da parte di una delle più importanti istituzioni musical della città di Göteborg, la Göteborg Wind Orchestra, che ha come sede il più antico palazzo eretto nella città. il Kronhuset.

Sotto la direzione del Maestro Niklas Wallén avrò modo di raccontare qualcosa di sottile e diverso sulla Città Eterna, parlando di quegli elementi di acqua, terra, aria e fuoco che compongono secondo me un unicum emozionale anche per i turisti di passaggio.

Domani doppia data nella cittadina di Tidaholm, e sabato gran concerto alla Kronhuset, alle ore 16:00!

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Su RAI 1 per “Il caffè di Raiuno”

Stamattina ero in onda su "Il caffè di Raiuno – Mondo". Sono stata invitata a girare una videocartolina per raccontare come mai sono così felice di vivere in Svezia. Ecco il link a RaiPlay per vedere il programma! Io sono verso il quarantacinquesimo minuto.
Mi sono molto divertita a girare il mio contributo!

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“Dignity” su FestiFlix!

Da oggi è possibile vedere il mio documentario "Dignity" in streaming on demand sul canale Festiflix!

Lo trovate a questo link. Buona visione!

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La mano razzista dell’uomo laser

Quasi trenta anni fa abitavo a Stoccolma, nell’elegante quartiere di Gärdet, sposata a uno svedese. Al tempo lavoravo in Alitalia e mi sentivo molto al sicuro, forte di un ottimo lavoro, una bella laurea con 110 e lode in tasca, l’appartamento di proprietà. Mi sentivo perfettamente integrata nella società svedese, parlavo la lingua come fosse il mio idioma nativo e avevo amici svedesi DOC, in prevalenza biondi con gli occhi chiari.

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Il coraggio di Elin Ersson

Ho scritto velocissimo articolo per raccontare la storia di Elin Ersson per il sito delle Donne Visibili e per La poesia e lo spirito.

Ecco una donna veramente visibile: Elin Ersson, giovane studentessa di Scienze Sociali di Göteborg. Si adopera attivamente per combattere i rimpatri in Afghanistan dalla Svezia, al punto che l'altroieri ha acquistato un biglietto per un volo diretto a Istanbul sul quale era imbarcato anche un richiedente asilo politico al quale era stata rifiutata la richiesta.

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“Dignity” su Guidedoc.tv!

Sono onoratissima e felice che il mio documentario "Dignity" sia stato selezionato dalla piattaforma tv GuideDoc per la propria programmazione!

Su questo canale si possono guardare i migliori documentari prodotti da tutto il mondo, spero solo che il mio ne sarà all'altezza!

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